Erice, il borgo degli intrighi | Il Suddista
giovedì, Agosto 6
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Erice, il borgo degli intrighi

Un parcheggio rischia di costare la carica al sindaco di Erice, Daniela Toscano Pecorella, sospesa dal prefetto dopo che gli era stato notificato il  divieto di dimora nei Comune di Erice e Trapani per calunnia e abuso d’ufficio. Reato che sarebbe stato commesso in concorso con il fratello Massimo, consigliere comunale di Trapani, destinatario della stessa misura cautelare. Al marito del sindaco, Francesco Paolo Rallo, è stata invece notificata la misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

Secondo l’accusa il primo cittadino, in concorso con il fratello e nell’interesse economico di quest’ultimo, abusando della sua funzione, ha esercitato pressioni sugli uffici comunali allo scopo di fare rilasciare le autorizzazioni per l’apertura di un parcheggio, sul lungomare ericino, gestito da una società della quale Massimo Toscano Pecorella è socio occulto.

La sospensione della sindaca di Erice è soltanto l’ultimo tassello di un intrigo politico giudiziario scaturito dalle ultime elezioni amministrative del 2017. Un comune spezzato in due, con la sede centrale in vetta e quelle distaccate che arrivano fino al lungomare e le preferenze elettorali sparse un po ovunque. Ad unire i due pezzettini di Erice c’è una funivia, da cui si ammira l’intera città di Trapani, quasi ad accennare la strana idea – in passato piu volte riproposta – di costituire una ‘Grande città’. 

Il borgo è noto per le nobili radici storiche, oltre che per le bontà culinarie come le genovesi ripiene di crema pasticciera e per una settimana all’anno Erice è la meta principale di scienziati provenienti da tutto il mondo, nel centro Ettore Majorana diretto dal professore Antonino Zichichi. In estate è la meta principale per chi è alla ricerca di temperature meno calde, ma nei mesi invernali resta per lo più avvolto dalla nebbia.

Una metafora spesso utilizzata a proposito delle informazioni, spifferate nei bar e talvolta finiti sui giornali locali, riguardo una serie di indagini sulla gestione del Comune. La sindaca era stata in giunta nelle due precedenti legislature, quando il sindaco era Giacomo Tranchida, adesso primo cittadino del comune di Trapani. Della vicenda del parcheggio se ne è parlato a lungo sulla stampa locale, tanto che nel febbraio 2019 Tranchida e Toscano tennero una conferenza stampa, in cui, respingevano le accuse e tracciavano l’identikit di chi aveva denunciato i fatti. Tranchida, dopo, fu indagato per diffamazione.

Poche settimane prima i carabinieri avevano arrestato per corruzione il vicesindaco Angelo Catalano, che poi patteggiò una condanna a un anno e undici mesi. Ed è sempre dello scorso anno il blitz antimafia Scrigno dei pm della Dda di Palermo e i carabinieri che arrestarono 25 persone, tra cui i boss Francesco e Pietro Virga, Franco Orlando e l’ex deputato regionale del Pd, Paolo Ruggirello, accusato di associazione mafiosa. L’indagine riguardava anche l’ultima campagna elettorale di Erice e nel processo in corso al Tribunale di Trapani oltre a Ruggirello sono imputati un consigliere comunale, Alessandro Manuguerra, e Vito Mannina, padre di Simona, un’altra candidata poi eletta. Un altro filone del processo è in corso davanti al gup di Palermo.

Ma nello stesso periodo in cui i magistrati Antimafia e i carabinieri di Trapani indagavano su questi fatti, i colleghi trapanesi  con la Squadra Mobile di Trapani facevano altrettanto con un gruppo di criminali locali, che conducevano estorsioni e coordinavano furti, rapine e spedizioni punitive. Mettendosi a disposizione in occasione delle campagne elettorali, gestendo pacchetti di voti da offrire a questo o quel candidato.    

L’indagine venne praticamente interrotta dagli arresti del blitz Scrigno (5 marzo 2019): i verbali nei mesi scorsi sono stati depositati nel processo in corso a Trapani e diffusi dalla stampa locale. Agli atti anche un’intercettazione tra la sindaca Daniela Toscano e un pluripregiudicato locale, tale Diego Pipitone, che per anni è stato indagato anche dalla Dda di Palermo.

“La cosa anomala  il procuratore aggiunto di Trapani, Maurizio Agnello è che emerge una gestione familistica: la sindaca, il fratello investitore occulto e il marito accusato delle minacce”, continua Agnello, riguardo a Massimo Toscano, controllore occulto della società, e al marito Francesco Paolo Rallo, accusato di avere minacciato un altro imprenditore escluso dall’affare del parcheggio. “Il fatto piu grave è il traffico d’influenze illecite, ma per il quale non abbiamo potuto chiedere la misura cautelare, concessa invece per i reati di abuso d’ufficio e calunnia”, aggiunge Agnello.

 “Alle critiche qui si risponde con la querela o con le interviste sui giornali ‘amici’, quasi mai le tematiche vengono discusse in Consiglio comunale o in giunta. Qui c’è un numero abnorme di querele per diffamazione e calunnia. Tutti gli abitanti della provincia di Trapani – chiosa Agnello – dovrebbero farsi qualche domanda. E’ un dato di fatto che qui si perde molto piu tempo a litigare che non ad amministrare. Che la stampa locale sia schieratissima non debbo essere io a dirlo, non mi risulta che negli altri territori sia così”.

Anche l’indagine odierna è scaturita da una denuncia per calunnia, presentata in procura dalla prima cittadina, in seguito a un’intervista rilasciata da un oppositore ad una testata locale, in cui sollevava dei dubbi sul parcheggio. Il sindaco “sapeva benissimo” che questo ‘oppositore politico’ “aveva ragione, ma nonostante ciò lo ha incolpato e per questo è indagata per calunnia”. In totale sono sette gli indagati, tra cui l’allora capo della polizia municipale Giacomo Catania, oltre che l’imprenditore Giovanni Savi, imprenditore e socio occulto del fratello del sindaco, che invece ottenne l’affidamento del parcheggio.

Aggiunge il magistrato: “Abbiamo accertato la permeabilità degli uffici alle sollecitazioni del sindaco, non soltanto erano molto sensibili a queste pressioni, ma dopo essere stati ascoltati dalle forze dell’ordine e dai magistrati, invece di pensare ai loro interessi personali ed evitare un’incriminazione, hanno continuato a cercare di proteggere il sindaco da quello che aveva fatto. Qualcuno ha rifiutato le sollecitazioni pressanti della sindaca, il quale anziché glissare ha sempre detto ‘figuratevi se io posso occuparmi di parcheggi’. Gli altri invece erano fedeli ai desiderata della Toscano”.

Quanto alle elezioni amministrative del 2017, poi vinte da Daniela Toscano, “ci siamo interessati sia noi sia i colleghi della Dda (processo Scrigno), ognuno – conclude l’aggiunto Agnello – lo valuti come meglio crede, ma questo vuol dire che le ultime elezioni hanno visto il coinvolgimento, vedremo fino a che punto lecito, sia di soggetti indiziati di mafia sia di elementi della criminalità comune. Molta gente si è spesa parecchio per quella tornata elettorale“. (di Marco Bova per Agi)

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